2017: Crescita record di stranieri sulle spiagge italiane

Negli ultimi 10 anni la presenza di turisti internazionali è cresciuta a ritmo molto sostenuto e quest’anno ha addirittura superato i 29 milioni.

Guardando i dati relativi all’andamento del settore balneare italiano nell’arco temporale che va dal 2006 al 2016, risulta particolarmente evidente quanto cruciale sia stato il ruolo del turismo straniero per la crescita. I turisti internazionali in Italia sono aumentati del 19,2% e in alcune zone, tradizionalmente gettonate, come Rimini, Caorle e Chioggia, le presenze straniere hanno registrato un incremento addirittura del 20%. Casi a parte sono Capri e Ortobello, che grazie al boom, hanno vissuto una crescita rispettivamente del 37% e del 68%.
General Cessioni riporta le parole di Vincenzo Lardinelli, il presidente di Fiba relativamente al sistema balneare italiano: “Un sistema con una storia antica, che rappresenta la principale attrattiva del nostro turismo, come dimostra la ripresa di quest’anno. Le località marine italiane, con i loro stabilimenti ed alberghi, sono un unicum nel mondo: in nessun paese l’offerta di servizi in località di mare è paragonabile alla nostra […]”. Lardinelli riconferma quanto già deducibile leggendo i dati, ovvero che le spiagge italiane e gli stabilimenti balneari detengono un altissimo appeal internazionale.
Tornando al presente e analizzando l’andamento settoriale del 2017, molto positivi sono i dati forniti dall’indagine condotta da Cst per Confesercenti che ha analizzato un campione di oltre 2 mila imprese: Il caldo e l’afa dell’estate 2017 hanno notevolmente incentivato il turismo a muoversi verso le località marittime nostrane. Le presenze sono aumentate di +1,9 milioni, passando dai 81.623.841 del 2016 agli 83.527.423 del 2017; si tratta dell’aumento più sostenuto degli ultimi 10 anni.
Anche quest’anno si è riconfermato il ruolo portante ricoperto dagli stranieri che da 28.111.964 sono aumentati a 29.191.463.
Il 66% degli imprenditori di località balneari ha notato un incremento dell’affluenza da parte di tedeschi, austriaci, svizzeri, olandesi, francesi e cinesi mentre stabili sono rimasti i numeri di britannici , scandinavi, statunitensi, russi, canadesi e brasiliani.
Le zone che hanno registrato una notevole crescita della domanda, stando alle segnalazioni degli operatori, sono al Sud e nelle isole, con un aumento del +3,9%, ma anche il Nord est non è da meno, con un + 3,3%.
Il settore turistico balneare italiano vanta le seguenti cifre: 47 mila imprese, che sono divise in 9 mila strutture alberghiere e 38 mila extra – alberghiere. I posti letto complessivi sono 824.083 di cui 687 mila offerti dalle imprese alberghiere e 923 mila sono extra – alberghiere.

Stabilimenti balneari sempre più gettonati

Anno dopo anno cresce con costanza l’apprezzamento e la fidelizzazione della clientela nei confronti degli stabilimenti balneari

General Cessioni riporta quanto emerso dalla ricerca del sindacato Italiano Balneari Fipe/Confcommercio relativa al rapporto tra gli italiani e gli stabilimenti balneari.
Uno dei dati che salta maggiormente all’occhio è la notevole capacità di fidelizzazione che le imprese balneari italiane sono capaci di ottenere press la propria clientela. Il 62,9% dei soggetti intervistati non ha cambiato stabilimento negli ultimi 3 anni, questo grazie alle ottime condizioni di soggiorno garantitegli durante le vacanze; tra questi  il 61,5% si reca nello stesso lido da più di tre anni.
L’apprezzamento delle strutture balneari è determinante a tal punto che, per il 65% di coloro che decidono di trascorrere le vacanze al mare, la località viene decisa in base al desiderio di tornare nello stesso stabilimento.
La ricerca elenca anche quali tipologie di motivazioni spingono le persone a trascorrere il periodo estivo nelle località marittime, piuttosto che altrove, quelle maggiormente ricorrenti sono: l’idea di vivere il mare come pausa dallo stress del lavoro e dalla frenetica vita di tutti i giorni (per il 56%), l’idea del mare e del sole come emblema di benessere (per il 55,1%), il bisogno di stare in contatto con la natura (secondo il 49,1%), le emozioni che il mare è in grado di suscitare (per 37,7%), l’idea del divertimento sulla spiaggia di  giorno e di notte (per il 25%). Infine c’è Il 15,8% che preferisce il mare per praticare sport acquatici e il 13% che ci si reca per ritrovare gli amici degli anni passati.
Manutenzione del lido, cordialità, professionalità e sicurezza sono senza ombra di dubbio le caratteristiche degli stabilimenti balneari che non devono mancare, come anche le capacità di assistere il cliente, di fornirgli informazioni e di tutelarne la privacy.
Dal punto di vista delle strutture e dei servizi, quelli che agli occhi della clientela risultano indispensabili sono: ombrelloni, lettini, sdraio, servizi igienici, docce e ristorazione.
La ricerca ha anche fornito una descrizione dei frequentatori medi dei lidi che risultano essere famiglie, in prevalenza residenti  nelle grandi città metropolitane del nord Italia e di età compresa tra i 35 e i 54 anni.

 

 

Lombardia: segnali concreti di benessere per l’economia

A seguito del periodo di forte crescita che ha segnato l’inizio del 2017 le previsioni e le analisi continuano ad essere positive.

Dall’inizio del 2017 in Lombardia, si sta assistendo a una crescita economica costante che nel primo trimestre ha raggiunto il +2,1%.
Facendo un confronto tra i dati attuali e quelli del 2016 registrati nello  stesso periodo emerge che la crescita sta procedendo bene, infatti è pari al 3,9% per gli ordini interni, al 5,8% per gli ordini esterni , al +2,5% per la produzione e al +4,5% per il fatturato dell’industria locale.
Quanto sopra descritto costituisce un forte incentivo per gli imprenditori lombardi a credere in un futuro remoto privo di variazioni stabili, il 56% è infatti ottimista sulla questione.
Il rilancio dell’economia lombarda sta coinvolgendo in modo trasversale tutta la regione, tutte le dimensioni delle imprese e quasi tutti i settori. Cogefim riporta le parole del presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio: “[…] dal punto di vista settoriale, la crescita della produzione mostra dinamiche prevalentemente positive, […] i settori con una crescita più spiccata solo le pelli-calzature (+4,5%), la siderurgia (+4,4%) e la gomma-plastica (+4,0%)”.
L’indagine congiunturale di Confindustria Lombardia e Unioncamere ha stimato la seguente crescita del Pil: +1,4% nel 2017, +1,3% nel 2018, +1,1% nel 2019 e infine +1,3% nel 2020. In base a questi dati estremamente promettenti è stata presa la decisione di fare della Lombardia la sede del World manufacturing forum, che le farà ricoprire un ruolo di forte rilievo a livello mondiale.
Questo periodo di espansione sta avendo echi positivi anche relativamente all’occupazione, che infatti sta ricominciando con costanza a crescere. Determinante per questa crescita è stato sicuramente il Piano Nazionale Industria 4.0 che stando alle dichiarazioni del ministro Calenda dovrebbe essere prolungato anche per gli anni a seguire.
La media regionale della produzione industriale si attesta sui +2,5%, tuttavia ben quattro province lombarde si posizionano al di sopra di tale valore: Lecco (+5,3%), Cremona (+4,3%),Varese (+4%) e Brescia (+3,9%).

Ricerca e sviluppo: incentivi per le PMI sarde

General Cessioni, azienda italiana leader nel panorama dell’intermediazione aziendale, nelle sue opinioni mostra il focus del bando.

Con una dotazione finanziaria pari a 5 milioni di euro, la Regione Sardegna in collaborazione con Sardegna Ricerca, ha indetto un bando con lo scopo di agevolare le imprese locali.Tutte le imprese, in forma singola o associata, possono concorrere al bando inviando non più di due domande ciascuna (per un valore massimo complessivo di 2,5 milioni di euro).
I progetti devono essere relativi al settore aereospaziale, in particolare: sensori per applicazioni civili e duali e droni, monitoraggio dell’ambiente con tecnologie satellitari (GPS, Galileo, Copernicus), monitoraggio dello spazio e dispositivi elettronici digitali a microonde. Fondamentale è che le attività di ricerca siano svolte sul suolo sardo.
Gli aiuti vanno dai 500 mila euro ai 2.5 milioni, stanziati sulla base delle seguenti variabili: le dimensioni dell’impresa e la presenza di un organo di ricerca possono influire dal 50 all’80%, mentre lo sviluppo sperimentale va dal 25 al 60%.
Nel caso in cui gli organismi di ricerca fossero in grado di pubblicare e divulgare i risultati del loro lavoro il budget destinato a questi ultimi aumenterebbe.
Le imprese intenzionate a prendere parte al bando possono presentare le domande entro e non oltre il 4 settembre 2017.

Crescita dell’immobiliare non residenziale

Nel 2016, in Italia, è aumentata la compravendita dell’immobiliare non residenziale in particolare per i capannoni, gli uffici e la richiesta di leasing.

General Cessioni, società milanese specializzata in intermediazione immobiliare, ha focalizzato le dedicato le proprie opinioni sull’analisi relative al mercato immobiliare non residenziale. Basandosi sullo studio realizzato dall’Agenzie delle Entrate, in collaborazione con Assilea, General Cessioni esprime opinioni positive per lo stato di salute del comparto che ha incrementato le compravendite notevolmente. La crescita vede protagonisti il settore produttivo, terziario e commerciale, ma anche il leasing italiano si è confermato il secondo mercato in Europa, con dietro la Francia e davanti a Spagna e Germania. Dopo diversi anni negativi, le compravendite di capannoni hanno fatto un balzo in avanti registrando un incremento di 22 punti percentuali su base annua. E’ la Lombardia soprattutto grazie a Milano, la regione in cui si concentra un quarto del mercato nazionale di riferimento. Tendenza positiva anche per i negozi che sono passati da 22.869 a 26.319 transazioni totali con un aumento di 15 punti percentuali. Infine per quanto riguarda gli uffici la ripresa tocca quota +12,3%, concentrata soprattutto nel nord Italia. Le prospettive future sono più che positive dopo la contrazione dello stipulato immobiliare, si confida nelle misure legislative all’esame del parlamento e del governo.

La Lombardia investe nel turismo

Al via il bando di Regione Lombardia che prevede risorse per 32 milioni di euro per interventi di riqualificazione per le strutture turistiche.

Presentato alla Camera di Commercio a Milano dall’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Mauro Parolini, il bando ha come destinatari le piccole e medie imprese in forma singola quali strutture ricettive alberghiere, extra-alberghiere gestite in forma imprenditoriale, ivi compresi i bed & breakfast, e pubblici esercizi intesi come attività dei servizi di ristorazione (bar, ristoranti, street food).
Nello specifico sono ammissibili progetti di riqualificazione riguardanti i seguenti macrotemi: Enogastronomia & food experience; Natura & green; Sport & turismo attivo; Terme & benessere; Fashion e design; Business congressi & incentive.
Rientrano nelle spese ammissibili i costi per: arredi, impianti, macchinari, attrezzature, strutture, acquisto e installazione di hardware, software o tecnologie innovative; opere edili-murarie e impiantistiche.
Il contributo a fondo perduto copre il 40% dell’investimento fino ad un massimo di 40mila euro, 15mila per i bed & breakfast (investimento minimo di 20mila euro).
General Cessioni condivide l’opinione di Parolini sulle previsioni del finanziamento: “Mi aspetto che ci sia un miglioramento complessivo dell’offerte e anche una integrazione dei servizi forniti, inserendo nuove offerte. Diamo dunque una spinta in questo momento perche’ si investa per migliorare la qualita’ ed estenderne le modalita’. Le tante imprese che potranno accedere a questo finanziamento vadano anche oltre il limite del 60 % dell’investimento proprio e producano ulteriori investimenti. Complessivamente si genereranno investimenti per almeno 80 milioni, speriamo derivi da questo un ulteriore incentivo a investire. Alimentare un momento positivo significa generare investimenti necessari per la crescita complessiva”.
Già dallo scorso 2 maggio è possibile inoltrare le domande fino ad esaurimento risorse attraverso il portele SiAge di Regione Lombardia.

Aumenta l’Export del settore lattiero-caseario

I prodotti lattiero-caseari conquistano i mercati esteri e raddoppiano il valore delle esportazioni, +92% nel periodo 2006-20016.

Questi sono i dati emersi dallo Studio di Agrifood Monitor, che vede nella conquista dei mercati esteri una grande opportunità per il settore.
Secondo l’analisi diversi fattori hanno contribuito alla crescita del settore, ma la principale causa è da imputare all’aumento delle vendite dei formaggi che da soli conquistano l’82% del valore totale dell’export lattiero-caseario. Il mercato, del valore di circa 24 miliardi di euro, è prerogativa di pochi esportatori mondiali che da soli incidono per il 72%; l’Italia si posiziona al quarto posto preceduta solo da Germania (14%), Francia (12%) e Olanda (12%) e possiede la leadership di prezzo (6,23 €/Kg) grazie soprattutto alla presenza dei grandi DOP.
Per l’Italia si presentano grandi opportunità di crescita non solo nei mercati europei ed extra-europei tradizionali, ma anche in nuovi commerci che sebbene di dimensioni minori mostrano elevati tassi di crescita; quali Romania, Polonia, Norvegia, Svezia, Cina e Corea. Il caso cinese è quello più esemplificativo: nonostante le sue piccole dimensioni (380 milioni di euro nel 2016) ha elevati tassi di crescita pari al +118% nel periodo 2016/2013.
General Cessioni esprime opinioni positive in merito alle dichiarazioni rilasciate da Denis Pantini, Direttore dell’Area Agroalimentare di Nomisma, che commentando i risultati ottenuti dal settore sostiene che: “Con una variazione superiore al 7% intercorsa tra il 2015 e il 2016, i formaggi italiani mostrano un trend di crescita superiore al totale delle esportazioni agroalimentari nazionali che nello stesso periodo si sono fermate ad un +3,5%”.

Emilia Romagna, bando per progetti Ict

General Cessioni, società di Milano leader nel settore delle intermediazioni aziendali, ha espresso le proprie opinioni positive in merito ai contributi destinati ai professionisti per i progetti Ict.

La regione Emilia Romagna con lo scopo di supportare soluzioni Ict – per le attività delle libere professioni e l’implementazione di servizi e di soluzioni avanzate in grado di incidere significativamente sull’organizzazione interna, sull’applicazione delle conoscenze, sulla gestione degli studi e sulla sicurezza informatica – ha indetto un bando. Potranno prendere parte ai contributi i liberi professionisti ordinistici e i liberi professionisti non oridinistici i  cui progetti dovranno essere di supporto per  favorire lo sviluppo, la strutturazione delle attività libero professionali e il loro riposizionamento; facilitare l‘affiancamento dell’attività professionale ai processi di efficientamento della pubblica amministrazione; incentivare gli investimenti in nuove tecnologie, innovazioni di processo, in tecnologie informatiche; diffondere la cultura d’impresa, dell’organizzazione e della gestione/valutazione economica dell’attività professionale; consolidare le realtà professionali attraverso la stabilizzazione del lavoro. Il contributo è concesso nella misura del 40% dell’investimento ritenuto ammissibile fino ad un massimo di € 25.000,00 e i progetti per i quali è possibile presentare la domanda di contributo dovranno avere una dimensione minima d’investimento pari a euro 15.000,00. È possibile presentare la domanda di contributo per via telematica dal 3 maggio al 31 maggio 2017 e dal 12 settembre al 10 ottobre 2017.

Capannoni e lusso trainano l’immobiliare

General Cessioni, società leader nell’intermediazione aziendale, focalizza le proprie opinioni sull’andamento del mercato immobiliare.

Nonostante le varie difficoltà riscontrate negli ultimi anni, in particolare per il settore terziario, i dati messi a disposizione da tecnocasa evidenziano una notevole ripresa per il mercato immobiliare in generale.
Anche sul mercato capannoni si intravede una ripresa della domanda sia in termini di affitto che di acquisto, grazie anche ai prezzi molto bassi, le imprese investiranno di più in questo comparto.
A fare da traino è soprattutto l’avanzamento del settore food e del settore moda.
General Cessioni evidenzia la crescita della domanda di immobili in grado di garantire dei rendimenti elevati, secondo i dati calcolati da tecnocasa, a seconda della metratura e della location, va dal 6,5% al 10% annuo lordo.
La tendenza positiva si verificherà soprattutto per gli immobili del comparto retail posizionati nelle migliori zone delle grandi città, questo grazie anche ai grandi marchi che, disposti a spendere di più, pur di avere un posizionamento strategico.
Le previsioni vedono il trend più performante quello delle soluzioni immobiliari di nuova costruzione che incontrerà la domanda delle grandi aziende alla ricerca di sedi di rappresentanza, soprattutto a Milano.

Export in crescita a cura di General Cessioni Opinioni

General Cessioni, società italiana attiva nell’intermediazione aziendale ed immobiliare, evidenzia gli ottimi risultati delle esportazioni italiane.

All’interno dello scacchiere nazionale le regioni che hanno mostrato una maggiore vocazione all’export, che nel 2016 ha raggiunto un valore complessivo che supera i 417 miliardi (+1,2%) rispetto al 2015, sono la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna. Degna di nota è la crescita portata dalla Basilicata che, nonostante non registri numeri paragonabili alle altre regioni, ha un’impennata maggiore rispetto a tutte le altre registrando +53,5 punti percentuali.
Unioncamere analizzando i dati Istat, come sottolinea General Cessioni nelle sue Opinioni, mostra il Nord in vetta alla classifica. La Lombardia è diventata il fiore all’occhiello del settentrione con i suoi 112,2 miliardi, seguita dal Veneto che supera 58 miliardi e dall’Emilia Romagna e dal Piemonte.
Anche la Toscana occupa una notevole fetta di mercato con una quota dell’export nazionale pari all’8% superando i 33,2 miliardi. La classifica continua con il Lazio che raggiunge 19,7 miliardi, il Friuli Venezia Giulia con 13 miliardi e 240 milioni e le Marche che superano i 12 miliardi.
L’analisi si sofferma anche sui settori maggiormente colpiti dalla crescita delle esportazioni italiane, registrata nel 2016, che sono alimentare, farmaceutico e il comparto dell’auto.